Credito bancario: erogazioni in calo per imprese di costruzione e famiglie

Sempre più pesante la restrizione del credito per imprese di costruzioni e famiglie: come emerge da un dossier Ance.
Il dossier del Centro Studi dell'Ance analizza l’andamento dei finanziamenti alle imprese per gli investimenti in edilizia abitativa e per il non residenziale e quello dei mutui alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione.
I dati di Banca d’Italia fotografano una situazione estremamente difficile: nel primo trimestre di quest’anno, nei finanziamenti per gli investimenti si è registrato un ulteriore calo del 38% nel settore abitativo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel non residenziale la riduzione è stata del 28%.
Questo calo si somma al crollo registrato nel periodo 2007-2012: -46,2% per i finanziamenti per gli investimenti nel comparto abitativo e -62,8% nel settore non residenziale.
Per avere un’idea di cosa vuole dire questa restrizione, basta confrontare i flussi di nuovi finanziamenti prima e dopo la crisi dei subprime: nel 2007 si erogavano per gli investimenti nell’edilizia abitativa 31 miliardi mentre il non residenziale poteva contare su oltre 21 miliardi. Nel 2012, invece, sono stati sottoscritti finanziamenti a medio lungo termine per 16 miliardi nel settore abitativo e per circa 8 nel non residenziale.
Per quanto riguarda i mutui alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione, nei primi tre mesi del 2013 il calo è stato del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 63,5% rispetto al 2011.
Nei periodo 2007-2012 il calo è stato del 60%: prima della crisi le famiglie potevano contare su oltre 63 miliardi all’anno messi a disposizione dalle banche per nuovi mutui; lo scorso anno, la disponibilità non è andata oltre i 25 miliardi di euro.
I tassi d’interesse rimangono elevati, nonostante il rischio contenuto delle famiglie e la riduzione dello spread tra Btp e Bund.
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